Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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"Chi siete voi che contro al cieco fiume fuggita avete la
pregione etterna?", diss' el, movendo quelle oneste piume.
"Chi v'ha guidati, o che vi fu lucerna, uscendo fuor de la
profonda notte che sempre nera fa la valle inferna?
Son le leggi d'abisso così rotte? o è mutato in ciel novo
consiglio, che, dannati, venite a le mie grotte?".
Lo duca mio allor mi diè di piglio, e con parole e con mani e con
cenni reverenti mi fe le gambe e 'l ciglio.
Poscia rispuose lui: "Da me non venni: donna scese del ciel, per
li cui prieghi de la mia compagnia costui sovvenni.
Ma da ch'è tuo voler che più si spieghi di nostra condizion com'
ell' è vera, esser non puote il mio che a te si nieghi.
Questi non vide mai l'ultima sera; ma per la sua follia le fu sì
presso, che molto poco tempo a volger era.
Sì com' io dissi, fui mandato ad esso per lui campare; e non lì
era altra via che questa per la quale i' mi son messo.
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