Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 326 / 550
Yazar: Dante Alighieri
Süre0:00
Hız (WPM)0.0
Doğruluk100.0%
Başlat düğmesine bastıktan sonra yazmaya başla. · Backspace devre dışı — yanlış yazsan da devam et.
così per entro loro schiera bruna s'ammusa l'una con l'altra
formica, forse a spear lor via e lor fortuna.
Tosto che parton l'accoglienza amica, prima che 'l primo passo lì
trascorra, sopragridar ciascuna s'affatica:
la nova gente: "Soddoma e Gomorra"; e l'altra: "Ne la vacca entra
Pasife, perche 'l torello a sua lussuria corra".
Poi, come grue ch'a le montagne Rife volasser parte, e parte
inver' l'arene, queste del gel, quelle del sole schife,
l'una gente sen va, l'altra sen vene; e tornan, lagrimando, a'
primi canti e al gridar che più lor si convene;
e raccostansi a me, come davanti, essi medesmi che m'avean
pregato, attenti ad ascoltar ne' lor sembianti.
Io, che due volte avea visto lor grato, incominciai: "O anime
sicure d'aver, quando che sia, di pace stato,
non son rimase acerbe ne mature le membra mie di là, ma son qui
meco col sangue suo e con le sue giunture.
Quinci sù vo per non esser più cieco; donna è di sopra che
m'acquista grazia, per che 'l mortal per vostro mondo reco.
Başlat düğmesine bastıktan sonra yazmaya başla.
Başlatılmadı