Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 312 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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O dolce frate, che vuo' tu ch'io dica? Tempo futuro m'è già nel
cospetto, cui non sarà quest' ora molto antica,
nel qual sarà in pergamo interdetto a le sfacciate donne
fiorentine l'andar mostrando con le poppe il petto.
Quai barbare fuor mai, quai saracine, cui bisognasse, per farle
ir coperte, o spiritali o altre discipline?
Ma se le svergognate fosser certe di quel che 'l ciel veloce loro
ammanna, già per urlare avrian le bocche aperte;
che, se l'antiveder qui non m'inganna, prima fien triste che le
guance impeli colui che mo si consola con nanna.
Deh, frate, or fa che più non mi ti celi! vedi che non pur io, ma
questa gente tutta rimira là dove 'l sol veli".
Per ch'io a lui: "Se tu riduci a mente qual fosti meco, e qual io
teco fui, ancor fia grave il memorar presente.
Di quella vita mi volse costui che mi va innanzi, l'altr' ier,
quando tonda vi si mostrò la suora di colui",
e 'l sol mostrai; "costui per la profonda notte menato m'ha d'i
veri morti con questa vera carne che 'l seconda.
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