Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 303 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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onde da l'ora che tra noi discese nel limbo de lo 'nferno
Giovenale, che la tua affezion mi fe palese,
mia benvoglienza inverso te fu quale più strinse mai di non vista
persona, sì ch'or mi parran corte queste scale.
Ma dimmi, e come amico mi perdona se troppa sicurtà m'allarga il
freno, e come amico omai meco ragiona:
come pote trovar dentro al tuo seno loco avarizia, tra cotanto
senno di quanto per tua cura fosti pieno?".
Queste parole Stazio mover fenno un poco a riso pria; poscia
rispuose: "Ogne tuo dir d'amor m'è caro cenno.
Veramente più volte appaion cose che danno a dubitar falsa matera
per le vere ragion che son nascose.
La tua dimanda tuo creder m'avvera esser ch'i' fossi avaro in
l'altra vita, forse per quella cerchia dov' io era.
Or sappi ch'avarizia fu partita troppo da me, e questa dismisura
migliaia di lunari hanno punita.
E se non fosse ch'io drizzai mia cura, quand' io intesi là dove
tu chiame, crucciato quasi a l'umana natura:
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