Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 289 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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Così pregò 'l poeta, e sì risposto poco dinanzi a noi ne fu; per
ch'io nel parlare avvisai l'altro nascosto,
e volsi li occhi a li occhi al segnor mio: ond' elli m'assentì
con lieto cenno ciò che chiedea la vista del disio.
Poi ch'io potei di me fare a mio senno, trassimi sovra quella
creatura le cui parole pria notar mi fenno,
dicendo: "Spirto in cui pianger matura quel sanza 'l quale a Dio
tornar non pòssi, sosta un poco per me tua maggior cura.
Chi fosti e perche vòlti avete i dossi al sù, mi dì, e se vuo'
ch'io t'impetri cosa di là ond' io vivendo mossi".
Ed elli a me: "Perche i nostri diretri rivolga il cielo a se,
saprai; ma prima scias quod ego fui successor Petri.
Intra Seestri e Chiaveri s'adima una fiumana bella, e del suo
nome lo titol del mio sangue fa sua cima.
Un mese e poco più prova' io come pesa il gran manto a chi dal
fango il guarda, che piuma sembran tutte l'altre some.
La mia converseone, omè!, fu tarda; ma, come fatto fui roman
pastore, così scopersi la vita bugiarda.
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