Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 211 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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E io a lui: "Qual forza o qual ventura ti traveò sì fuor di
Campaldino, che non si seppe mai tua sepultura?".
"Oh!", rispuos' elli, "a piè del Casentino traversa un'acqua c'ha
nome l'Archiano, che sovra l'Ermo nasce in Apennino.
Là 've 'l vocabol suo diventa vano, arriva' io forato ne la gola,
fuggendo a piede e sanguinando il piano.
Quivi perdei la vista e la parola; nel nome di Maria fini', e
quivi caddi, e rimase la mia carne sola.
Io dirò vero, e tu 'l ridì tra ' vivi: l'angel di Dio mi prese, e
quel d'inferno gridava: "O tu del ciel, perche mi privi?
Tu te ne porti di costui l'etterno per una lagrimetta che 'l mi
toglie; ma io farò de l'altro altro governo!".
Ben sai come ne l'aere si raccoglie quell' umido vapor che in
acqua riede, tosto che sale dove 'l freddo il coglie.
Giunse quel mal voler che pur mal chiede con lo 'ntelletto, e
mosse il fummo e 'l vento per la virtù che sua natura diede.
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