Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 182 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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quindi Cocito tutto s'aggelava. Con sei occhi piangea, e per tre
menti gocciava 'l pianto e sanguinosa bava.
Da ogne bocca dirompea co' denti un peccatore, a guisa di
maciulla, sì che tre ne facea così dolenti.
A quel dinanzi il mordere era nulla verso 'l graffiar, che
talvolta la schiena rimanea de la pelle tutta brulla.
"Quell' anima là sù c'ha maggior pena", disse 'l maestro, "è
Giuda Scareotto, che 'l capo ha dentro e fuor le gambe mena.
De li altri due c'hanno il capo di sotto, quel che pende dal nero
ceffo è Bruto: vedi come si storce, e non fa motto!;
e l'altro è Cassio, che par sì membruto. Ma la notte risurge, e
oramai è da partir, che tutto avem veduto".
Com' a lui piacque, il collo li avvinghiai; ed el prese di tempo
e loco poste, e quando l'ali fuoro aperte assai,
appigliò se a le vellute coste; di vello in vello giù discese
poscia tra 'l folto pelo e le gelate croste.
Quando noi fummo là dove la coscia si volge, a punto in sul
grosso de l'anche, lo duca, con fatica e con angoscia,
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