Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 536 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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Da quella regeon che più sù tona occhio mortale alcun tanto non
dista, qualunque in mare più giù s'abbandona,
quanto lì da Beatrice la mia vista; ma nulla mi facea, che sua
effige non discendea a me per mezzo mista.
"O donna in cui la mia speranza vige, e che soffristi per la mia
salute in inferno lasciar le tue vestige,
di tante cose quant' i' ho vedute, dal tuo podere e da la tua
bontate riconosco la grazia e la virtute.
Tu m'hai di servo tratto a libertate per tutte quelle vie, per
tutt' i modi che di ciò fare avei la potestate.
La tua magnificenza in me custodi, sì che l'anima mia, che fatt'
hai sana, piacente a te dal corpo si disnodi".
Così orai; e quella, sì lontana come parea, sorrise e
riguardommi; poi si tornò a l'etterna fontana.
E 'l santo sene: "Acciò che tu assommi perfettamente", disse, "il
tuo cammino, a che priego e amor santo mandommi,
vola con li occhi per questo giardino; che veder lui t'acconcerà
lo sguardo più al montar per lo raggio divino.
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