Kitap · La Divina Commedia
Sayfa 339 / 550
Yazar: Dante Alighieri
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E tu che se' dinanzi e mi pregasti, dì s'altro vuoli udir; ch'i'
venni presta ad ogne tua question tanto che basti".
"L'acqua", diss' io, "e 'l suon de la foresta impugnan dentro a
me novella fede di cosa ch'io udi' contraria a questa".
Ond' ella: "Io dicerò come procede per sua cagion ciò ch'ammirar
ti face, e purgherò la nebbia che ti fiede.
Lo sommo Ben, che solo esso a se piace, fe l'uom buono e a bene,
e questo loco diede per arr' a lui d'etterna pace.
Per sua difalta qui dimorò poco; per sua difalta in pianto e in
affanno cambiò onesto riso e dolce gioco.
Perche 'l turbar che sotto da se fanno l'essalazion de l'acqua e
de la terra, che quanto posson dietro al calor vanno,
a l'uomo non facesse alcuna guerra, questo monte salìo verso 'l
ciel tanto, e libero n'è d'indi ove si serra.
Or perche in circuito tutto quanto l'aere si volge con la prima
volta, se non li è rotto il cerchio d'alcun canto,
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