Diller

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Yazar: Dante Alighieri

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E 'l duca mio ver' lui: "Anima sciocca, tienti col corno, e con
quel ti disfoga quand' ira o altra passeon ti tocca!
Cercati al collo, e troverai la soga che 'l tien legato, o anima
confusa, e vedi lui che 'l gran petto ti doga".
Poi disse a me: "Elli stessi s'accusa; questi è Nembrotto per lo
cui mal coto pur un linguaggio nel mondo non s'usa.
Lasciànlo stare e non parliamo a vòto; che così è a lui ciascun
linguaggio come 'l suo ad altrui, ch'a nullo è noto".
Facemmo adunque più lungo veaggio, vòlti a sinistra; e al trar
d'un balestro trovammo l'altro assai più fero e maggio.
A cigner lui qual che fosse 'l maestro, non so io dir, ma el
tenea soccinto dinanzi l'altro e dietro il braccio destro
d'una catena che 'l tenea avvinto dal collo in giù, sì che 'n su
lo scoperto si ravvolgea infino al giro quinto.
"Questo superbo volle esser esperto di sua potenza contra 'l
sommo Giove", disse 'l mio duca, "ond' elli ha cotal merto.

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