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Yazar: Dante Alighieri

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tal mi fec' io, non possendo parlare, che diseava scusarmi, e
scusava me tuttavia, e nol mi credea fare.
"Maggior difetto men vergogna lava", disse 'l maestro, "che 'l
tuo non è stato; però d'ogne trestizia ti disgrava.
E fa ragion ch'io ti sia sempre allato, se più avvien che fortuna
t'accoglia dove sien genti in simigliante piato:
che voler ciò udire è bassa voglia".
Inferno  Canto XXXI
Una medesma lingua pria mi morse, sì che mi tinse l'una e l'altra
guancia, e poi la medicina mi riporse;
così od' io che solea far la lancia d'Achille e del suo padre
esser cagione prima di trista e poi di buona mancia.
Noi demmo il dosso al misero vallone su per la ripa che 'l cinge
dintorno, attraversando sanza alcun sermone.
Quiv' era men che notte e men che giorno, sì che 'l viso m'andava
innanzi poco; ma io senti' sonare un alto corno,
tanto ch'avrebbe ogne tuon fatto fioco, che, contra se la sua via
seguitando, dirizzò li occhi miei tutti ad un loco.

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