Ksiazka · La Divina Commedia
Strona 483 z 550
Autor: Dante Alighieri
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Così ricominciommi il terzo sermo; e poi, continuando, disse:
"Quivi al servigio di Dio mi fe' sì fermo,
che pur con cibi di liquor d'ulivi lievemente passava caldi e
geli, contento ne' pensier contemplativi.
Render solea quel chiostro a questi cieli fertilemente; e ora è
fatto vano, sì che tosto convien che si riveli.
In quel loco fu' io Pietro Damiano, e Pietro Peccator fu' ne la
casa di Nostra Donna in sul lito adriano.
Poca vita mortal m'era rimasa, quando fui chiesto e tratto a quel
cappello, che pur di male in peggio si travasa.
Venne Cefàs e venne il gran vasello de lo Spirito Santo, magri e
scalzi, prendendo il cibo da qualunque ostello.
Or voglion quinci e quindi chi rincalzi li moderni pastori e chi
li meni, tanto son gravi, e chi di rietro li alzi.
Cuopron d'i manti loro i palafreni, sì che due bestie van sott'
una pelle: oh pazeenza che tanto sostieni!".
A questa voce vid' io più fiammelle di grado in grado scendere e
girarsi, e ogne giro le facea più belle.
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