Talen

Toetsenbord

Pagina 451 van 550

Auteur: Dante Alighieri

Tijd0:00
Snelheid (WPM)0.0
Nauwkeurigheid100.0%

Druk op start en typ de regels precies na. · Backspace uitgeschakeld — ga door, ook na een fout.

Quivi fu' io da quella gente turpa disviluppato dal mondo
fallace, lo cui amor molt' anime deturpa;
e venni dal martiro a questa pace".
Paradiso • Canto XVI
O poca nostra nobiltà di sangue, se glorear di te la gente fai
qua giù dove l'affetto nostro langue,
mirabil cosa non mi sarà mai: che là dove appetito non si torce,
dico nel cielo, io me ne gloriai.
Ben se' tu manto che tosto raccorce: sì che, se non s'appon di dì
in die, lo tempo va dintorno con le force.
Dal 'voi' che prima a Roma s'offerie, in che la sua famiglia men
persevra, ricominciaron le parole mie;
onde Beatrice, ch'era un poco scevra, ridendo, parve quella che
tossio al primo fallo scritto di Ginevra.
Io cominciai: "Voi siete il padre mio; voi mi date a parlar tutta
baldezza; voi mi levate sì, ch'i' son più ch'io.
Per tanti rivi s'empie d'allegrezza la mente mia, che di se fa
letizia perche può sostener che non si spezza.

Druk op start en typ de regels precies na.

Niet gestart