Boek · La Divina Commedia
Pagina 154 van 550
Auteur: Dante Alighieri
Tijd0:00
Snelheid (WPM)0.0
Nauwkeurigheid100.0%
Druk op start en typ de regels precies na. · Backspace uitgeschakeld — ga door, ook na een fout.
Io vidi due sedere a se poggiati, com' a scaldar si poggia
tegghia a tegghia, dal capo al piè di schianze macolati;
e non vidi già mai menare stregghia a ragazzo aspettato dal
segnorso, ne a colui che mal volontier vegghia,
come ciascun menava spesso il morso de l'unghie sopra se per la
gran rabbia del pizzicor, che non ha più soccorso;
e sì traevan giù l'unghie la scabbia, come coltel di scardova le
scaglie o d'altro pesce che più larghe l'abbia.
"O tu che con le dita ti dismaglie", cominciò 'l duca mio a l'un
di loro, "e che fai d'esse talvolta tanaglie,
dinne s'alcun Latino è tra costoro che son quinc' entro, se
l'unghia ti basti etternalmente a cotesto lavoro".
"Latin siam noi, che tu vedi sì guasti qui ambedue", rispuose
l'un piangendo; "ma tu chi se' che di noi dimandasti?".
E 'l duca disse: "I' son un che discendo con questo vivo giù di
balzo in balzo, e di mostrar lo 'nferno a lui intendo".
Druk op start en typ de regels precies na.
Niet gestart