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Auteur: Dante Alighieri

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S'io potessi ritrar come assonnaro li occhi spietati udendo di
Siringa, li occhi a cui pur vegghiar costò sì caro;
come pintor che con essempro pinga, disegnerei com' io
m'addormentai; ma qual vuol sia che l'assonnar ben finga.
Però trascorro a quando mi svegliai, e dico ch'un splendor mi
squarciò 'l velo del sonno, e un chiamar: "Surgi: che fai?".
Quali a veder de' fioretti del melo che del suo pome li angeli fa
ghiotti e perpetue nozze fa nel cielo,
Pietro e Giovanni e Iacopo condotti e vinti, ritornaro a la
parola da la qual furon maggior sonni rotti,
e videro scemata loro scuola così di Moesè come d'Elia, e al
maestro suo cangiata stola;
tal torna' io, e vidi quella pia sovra me starsi che conducitrice
fu de' miei passi lungo 'l fiume pria.
E tutto in dubbio dissi: "Ov' è Beatrice?". Ond' ella: "Vedi lei
sotto la fronda nova sedere in su la sua radice.
Vedi la compagnia che la circonda: li altri dopo 'l grifon sen
vanno suso con più dolce canzone e più profonda".

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