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Autore: Dante Alighieri

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Qui è Maccario, qui è Romoaldo, qui son li frati miei che dentro
ai chiostri fermar li piedi e tennero il cor saldo".
E io a lui: "L'affetto che dimostri meco parlando, e la buona
sembianza ch'io veggio e noto in tutti li ardor vostri,
così m'ha dilatata mia fidanza, come 'l sol fa la rosa quando
aperta tanto divien quant' ell' ha di possanza.
Però ti priego, e tu, padre, m'accerta s'io posso prender tanta
grazia, ch'io ti veggia con imagine scoverta".
Ond' elli: "Frate, il tuo alto disio s'adempierà in su l'ultima
spera, ove s'adempion tutti li altri e 'l mio.
Ivi è perfetta, matura e intera ciascuna diseanza; in quella sola
è ogne parte là ove sempr' era,
perche non è in loco e non s'impola; e nostra scala infino ad
essa varca, onde così dal viso ti s'invola.
Infin là sù la vide il patriarca Iacobbe porger la superna parte,
quando li apparve d'angeli sì carca.
Ma, per salirla, mo nessun diparte da terra i piedi, e la regola
mia rimasa è per danno de le carte.

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