Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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'Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete'; e sem sì pien d'amor,
che, per piacerti, non fia men dolce un poco di queete".
Poscia che li occhi miei si fuoro offerti a la mia donna
reverenti, ed essa fatti li avea di se contenti e certi,
rivolsersi a la luce che promessa tanto s'avea, e "Deh, chi
siete?" fue la voce mia di grande affetto impressa.
E quanta e quale vid' io lei far piùe per allegrezza nova che
s'accrebbe, quando parlai, a l'allegrezze sue!
Così fatta, mi disse: "Il mondo m'ebbe giù poco tempo; e se più
fosse stato, molto sarà di mal, che non sarebbe.
La mia letizia mi ti tien celato che mi raggia dintorno e mi
nasconde quasi animal di sua seta fasciato.
Assai m'amasti, e avesti ben onde; che s'io fossi giù stato, io
ti mostrava di mio amor più oltre che le fronde.
Quella sinistra riva che si lava di Rodano poi ch'è misto con
Sorga, per suo segnore a tempo m'aspettava,
e quel corno d'Ausonia che s'imborga di Bari e di Gaeta e di
Catona, da ove Tronto e Verde in mare sgorga.
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