Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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e le mie luci, ancor poco sicure, vider Beatrice volta in su la
fiera ch'è sola una persona in due nature.
Sotto 'l suo velo e oltre la rivera vincer pariemi più se stessa
antica, vincer che l'altre qui, quand' ella c'era.
Di penter sì mi punse ivi l'ortica, che di tutte altre cose qual
mi torse più nel suo amor, più mi si fe nemica.
Tanta riconoscenza il cor mi morse, ch'io caddi vinto; e quale
allora femmi, salsi colei che la cagion mi porse.
Poi, quando il cor virtù di fuor rendemmi, la donna ch'io avea
trovata sola sopra me vidi, e dicea: "Tiemmi, tiemmi!".
Tratto m'avea nel fiume infin la gola, e tirandosi me dietro sen
giva sovresso l'acqua lieve come scola.
Quando fui presso a la beata riva, 'Asperges me' sì dolcemente
udissi, che nol so rimembrar, non ch'io lo scriva.
La bella donna ne le braccia aprissi; abbracciommi la testa e mi
sommerse ove convenne ch'io l'acqua inghiottissi.
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