Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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Genti vid' io allor, come a lor duci, venire appresso, vestite di
bianco; e tal candor di qua già mai non fuci.
L'acqua imprendea dal sinistro fianco, e rendea me la mia
sinistra costa, s'io riguardava in lei, come specchio anco.
Quand' io da la mia riva ebbi tal posta, che solo il fiume mi
facea distante, per veder meglio ai passi diedi sosta,
e vidi le fiammelle andar davante, lasciando dietro a se l'aere
dipinto, e di tratti pennelli avean sembiante;
sì che lì sopra rimanea distinto di sette liste, tutte in quei
colori onde fa l'arco il Sole e Delia il cinto.
Questi ostendali in dietro eran maggiori che la mia vista; e,
quanto a mio avviso, diece passi distavan quei di fori.
Sotto così bel ciel com' io diviso, ventiquattro seniori, a due a
due, coronati venien di fiordaliso.
Tutti cantavan: "Benedicta tue ne le figlie d'Adamo, e benedette
sieno in etterno le bellezze tue!".
Poscia che i fiori e l'altre fresche erbette a rimpetto di me da
l'altra sponda libere fuor da quelle genti elette,
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