Libro · La Divina Commedia
Pagina 284 di 550
Autore: Dante Alighieri
Tempo0:00
Velocita (WPM)0.0
Precisione100.0%
Premi inizia e digita le righe esattamente. · Backspace disattivato — continua anche dopo un errore.
"Ratto, ratto, che 'l tempo non si perda per poco amor", gridavan
li altri appresso, "che studio di ben far grazia rinverda".
"O gente in cui fervore aguto adesso ricompie forse negligenza e
indugio da voi per tepidezza in ben far messo,
questi che vive, e certo i' non vi bugio, vuole andar sù, pur che
'l sol ne riluca; però ne dite ond' è presso il pertugio".
Parole furon queste del mio duca; e un di quelli spirti disse:
"Vieni di retro a noi, e troverai la buca.
Noi siam di voglia a muoverci sì pieni, che restar non potem;
però perdona, se villania nostra giustizia tieni.
Io fui abate in San Zeno a Verona sotto lo 'mperio del buon
Barbarossa, di cui dolente ancor Milan ragiona.
E tale ha già l'un piè dentro la fossa, che tosto piangerà quel
monastero, e tristo fia d'avere avuta possa;
perche suo figlio, mal del corpo intero, e de la mente peggio, e
che mal nacque, ha posto in loco di suo pastor vero".
Premi inizia e digita le righe esattamente.
Non iniziato