Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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Già era 'l sole a l'orizzonte giunto lo cui meridean cerchio
coverchia Ierusalèm col suo più alto punto;
e la notte, che opposita a lui cerchia, uscia di Gange fuor con
le Bilance, che le caggion di man quando soverchia;
sì che le bianche e le vermiglie guance, là dov' i' era, de la
bella Aurora per troppa etate divenivan rance.
Noi eravam lunghesso mare ancora, come gente che pensa a suo
cammino, che va col cuore e col corpo dimora.
Ed ecco, qual, sorpreso dal mattino, per li grossi vapor Marte
rosseggia giù nel ponente sovra 'l suol marino,
cotal m'apparve, s'io ancor lo veggia, un lume per lo mar venir
sì ratto, che 'l muover suo nessun volar pareggia.
Dal qual com' io un poco ebbi ritratto l'occhio per domandar lo
duca mio, rividil più lucente e maggior fatto.
Poi d'ogne lato ad esso m'appario un non sapeva che bianco, e di
sotto a poco a poco un altro a lui uscìo.
Lo mio maestro ancor non facea motto, mentre che i primi bianchi
apparver ali; allor che ben conobbe il galeotto,
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