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Tastiera

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Autore: Dante Alighieri

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tal mi sembiò l'imago de la 'mprenta de l'etterno piacere, al cui
disio ciascuna cosa qual ell' è diventa.
E avvegna ch'io fossi al dubbiar mio lì quasi vetro a lo color
ch'el veste, tempo aspettar tacendo non patio,
ma de la bocca, "Che cose son queste?", mi pinse con la forza del
suo peso: per ch'io di coruscar vidi gran feste.
Poi appresso, con l'occhio più acceso, lo benedetto segno mi
rispuose per non tenermi in ammirar sospeso:
"Io veggio che tu credi queste cose perch' io le dico, ma non
vedi come; sì che, se son credute, sono ascose.
Fai come quei che la cosa per nome apprende ben, ma la sua
quiditate veder non può se altri non la prome.
Regnum celorum veolenza pate da caldo amore e da viva speranza,
che vince la divina volontate:
non a guisa che l'omo a l'om sobranza, ma vince lei perche vuole
esser vinta, e, vinta, vince con sua beninanza.
La prima vita del ciglio e la quinta ti fa maravigliar, perche ne
vedi la regeon de li angeli dipinta.

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