Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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D'i Serafin colui che più s'india, Moesè, Samuel, e quel Giovanni
che prender vuoli, io dico, non Maria,
non hanno in altro cielo i loro scanni che questi spirti che mo
t'appariro, ne hanno a l'esser lor più o meno anni;
ma tutti fanno bello il primo giro, e differentemente han dolce
vita per sentir più e men l'etterno spiro.
Qui si mostraro, non perche sortita sia questa spera lor, ma per
far segno de la celesteal c'ha men salita.
Così parlar conviensi al vostro ingegno, però che solo da sensato
apprende ciò che fa poscia d'intelletto degno.
Per questo la Scrittura condescende a vostra facultate, e piedi e
mano attribuisce a Dio e altro intende;
e Santa Chiesa con aspetto umano Gabreel e Michel vi rappresenta,
e l'altro che Tobia rifece sano.
Quel che Timeo de l'anime argomenta non è simile a ciò che qui si
vede, però che, come dice, par che senta.
Dice che l'alma a la sua stella riede, credendo quella quindi
esser decisa quando natura per forma la diede;
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