Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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Come le pecorelle escon del chiuso a una, a due, a tre, e l'altre
stanno timidette atterrando l'occhio e 'l muso;
e ciò che fa la prima, e l'altre fanno, addossandosi a lei,
s'ella s'arresta, semplici e quete, e lo 'mperche non sanno;
sì vid' io muovere a venir la testa di quella mandra fortunata
allotta, pudica in faccia e ne l'andare onesta.
Come color dinanzi vider rotta la luce in terra dal mio destro
canto, sì che l'ombra era da me a la grotta,
restaro, e trasser se in dietro alquanto, e tutti li altri che
venieno appresso, non sappiendo 'l perche, fenno altrettanto.
"Sanza vostra domanda io vi confesso che questo è corpo uman che
voi vedete; per che 'l lume del sole in terra è fesso.
Non vi maravigliate, ma credete che non sanza virtù che da ciel
vegna cerchi di soverchiar questa parete".
Così 'l maestro; e quella gente degna "Tornate", disse, "intrate
innanzi dunque", coi dossi de le man faccendo insegna.
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