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Autore: Dante Alighieri

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Mostrata ho lui tutta la gente ria; e ora intendo mostrar quelli
spirti che purgan se sotto la tua balìa.
Com' io l'ho tratto, saria lungo a dirti; de l'alto scende virtù
che m'aiuta conducerlo a vederti e a udirti.
Or ti piaccia gradir la sua venuta: libertà va cercando, ch'è sì
cara, come sa chi per lei vita rifiuta.
Tu 'l sai, che non ti fu per lei amara in Utica la morte, ove
lasciasti la vesta ch'al gran dì sarà sì chiara.
Non son li editti etterni per noi guasti, che questi vive e Minòs
me non lega; ma son del cerchio ove son li occhi casti
di Marzia tua, che 'n vista ancor ti priega, o santo petto, che
per tua la tegni: per lo suo amore adunque a noi ti piega.
Lasciane andar per li tuoi sette regni; grazie riporterò di te a
lei, se d'esser mentovato là giù degni".
"Marzea piacque tanto a li occhi miei mentre ch'i' fu' di là",
diss' elli allora, "che quante grazie volse da me, fei.

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