Libro · La Divina Commedia
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Autore: Dante Alighieri
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volse la testa ov' elli avea le zanche, e aggrappossi al pel com'
om che sale, sì che 'n inferno i' credea tornar anche.
"Attienti ben, che per cotali scale", disse 'l maestro, ansando
com' uom lasso, "conviensi dipartir da tanto male".
Poi uscì fuor per lo foro d'un sasso e puose me in su l'orlo a
sedere; appresso porse a me l'accorto passo.
Io levai li occhi e credetti vedere Lucifero com' io l'avea
lasciato, e vidili le gambe in sù tenere;
e s'io divenni allora travagliato, la gente grossa il pensi, che
non vede qual è quel punto ch'io avea passato.
"Lèvati sù", disse 'l maestro, "in piede: la via è lunga e 'l
cammino è malvagio, e già il sole a mezza terza riede".
Non era camminata di palagio là 'v' eravam, ma natural burella
ch'avea mal suolo e di lume disagio.
"Prima ch'io de l'abisso mi divella, maestro mio", diss' io
quando fui dritto, "a trarmi d'erro un poco mi favella:
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