पुस्तक · La Divina Commedia
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लेखक: Dante Alighieri
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che la bellezza mia, che per le scale de l'etterno palazzo più
s'accende, com' hai veduto, quanto più si sale,
se non si temperasse, tanto splende, che 'l tuo mortal podere, al
suo fulgore, sarebbe fronda che trono scoscende.
Noi sem levati al settimo splendore, che sotto 'l petto del Leone
ardente raggia mo misto giù del suo valore.
Ficca di retro a li occhi tuoi la mente, e fa di quelli specchi a
la figura che 'n questo specchio ti sarà parvente".
Qual savesse qual era la pastura del viso mio ne l'aspetto beato
quand' io mi trasmutai ad altra cura,
conoscerebbe quanto m'era a grato ubidire a la mia celeste
scorta, contrapesando l'un con l'altro lato.
Dentro al cristallo che 'l vocabol porta, cerchiando il mondo,
del suo caro duce sotto cui giacque ogne malizia morta,
di color d'oro in che raggio traluce vid' io uno scaleo eretto in
suso tanto, che nol seguiva la mia luce.
Vidi anche per li gradi scender giuso tanti splendor, ch'io
pensai ch'ogne lume che par nel ciel, quindi fosse diffuso.
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