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Auteur: Dante Alighieri

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Indi, a udire e a veder giocondo, giunse lo spirto al suo
principio cose, ch'io non lo 'ntesi, sì parlò profondo;
ne per elezeon mi si nascose, ma per necessità, che 'l suo
concetto al segno d'i mortal si soprapuose.
E quando l'arco de l'ardente affetto fu sì sfogato, che 'l parlar
discese inver' lo segno del nostro intelletto,
la prima cosa che per me s'intese, "Benedetto sia tu", fu, "trino
e uno, che nel mio seme se' tanto cortese!".
E seguì: "Grato e lontano digiuno, tratto leggendo del magno
volume du' non si muta mai bianco ne bruno,
solvuto hai, figlio, dentro a questo lume in ch'io ti parlo,
mercè di colei ch'a l'alto volo ti vestì le piume.
Tu credi che a me tuo pensier mei da quel ch'è primo, così come
raia da l'un, se si conosce, il cinque e 'l sei;
e però ch'io mi sia e perch' io paia più gaudeoso a te, non mi
domandi, che alcun altro in questa turba gaia.
Tu credi 'l vero; che i minori e ' grandi di questa vita miran ne
lo speglio in che, prima che pensi, il pensier pandi;

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