Livre · La Divina Commedia
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Auteur: Dante Alighieri
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Che se 'l conte Ugolino aveva voce d'aver tradita te de le
castella, non dovei tu i figliuoi porre a tal croce.
Innocenti facea l'età novella, novella Tebe, Uguiccione e 'l
Brigata e li altri due che 'l canto suso appella.
Noi passammo oltre, là 've la gelata ruvidamente un'altra gente
fascia, non volta in giù, ma tutta riversata.
Lo pianto stesso lì pianger non lascia, e 'l duol che truova in
su li occhi rintoppo, si volge in entro a far crescer l'ambascia;
che le lagrime prime fanno groppo, e sì come visiere di
cristallo, reempion sotto 'l ciglio tutto il coppo.
E avvegna che, sì come d'un callo, per la freddura ciascun
sentimento cessato avesse del mio viso stallo,
già mi parea sentire alquanto vento; per ch'io: "Maestro mio,
questo chi move? non è qua giù ogne vapore spento?".
Ond' elli a me: "Avaccio sarai dove di ciò ti farà l'occhio la
risposta, veggendo la cagion che 'l fiato piove".
E un de' tristi de la fredda crosta gridò a noi: "O anime crudeli
tanto che data v'è l'ultima posta,
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