Libro · La Divina Commedia
Pagina 260 de 550
Autor: Dante Alighieri
Tiempo0:00
Velocidad (WPM)0.0
Precisión100.0%
Pulsa iniciar y escribe las líneas exactamente. · Retroceso desactivado — continua incluso tras un error.
Io veggio tuo nepote che diventa cacciator di quei lupi in su la
riva del fiero fiume, e tutti li sgomenta.
Vende la carne loro essendo viva; poscia li ancide come antica
belva; molti di vita e se di pregio priva.
Sanguinoso esce de la trista selva; lasciala tal, che di qui a
mille anni ne lo stato primaio non si rinselva".
Com' a l'annunzio di dogliosi danni si turba il viso di colui
ch'ascolta, da qual che parte il periglio l'assanni,
così vid' io l'altr' anima, che volta stava a udir, turbarsi e
farsi trista, poi ch'ebbe la parola a se raccolta.
Lo dir de l'una e de l'altra la vista mi fer voglioso di saper
lor nomi, e dimanda ne fei con prieghi mista;
per che lo spirto che di pria parlòmi ricominciò: "Tu vuo' ch'io
mi deduca nel fare a te ciò che tu far non vuo'mi.
Ma da che Dio in te vuol che traluca tanto sua grazia, non ti
sarò scarso; però sappi ch'io fui Guido del Duca.
Fu il sangue mio d'invidia sì rearso, che se veduto avesse uom
farsi lieto, visto m'avresti di livore sparso.
Pulsa iniciar y escribe las líneas exactamente.
Sin iniciar