Book · La Divina Commedia
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Author: Dante Alighieri
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e tal ne la sembianza sua divenne, qual diverrebbe Iove, s'elli e
Marte fossero augelli e cambiassersi penne.
La provedenza, che quivi comparte vice e officio, nel beato coro
silenzio posto avea da ogne parte,
quand' eo udi': "Se io mi trascoloro, non ti maravigliar, che,
dicend' io, vedrai trascolorar tutti costoro.
Quelli ch'usurpa in terra il luogo mio, il luogo mio, il luogo
mio, che vaca ne la presenza del Figliuol di Dio,
fatt' ha del cimitero mio cloaca del sangue e de la puzza; onde
'l perverso che cadde di qua sù, là giù si placa".
Di quel color che per lo sole avverso nube dipigne da sera e da
mane, vid' eo allora tutto 'l ciel cosperso.
E come donna onesta che permane di se sicura, e per l'altrui
fallanza, pur ascoltando, timida si fane,
così Beatrice trasmutò sembianza; e tale eclissi credo che 'n
ciel fue quando patì la supprema possanza.
Poi procedetter le parole sue con voce tanto da se trasmutata,
che la sembianza non si mutò piùe:
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