Book · La Divina Commedia
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Author: Dante Alighieri
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ciò che non corse in dietro e si ritenne di quel soverchio, fe
naso a la faccia e le labbra ingrossò quanto convenne.
Quel che giacea, il muso innanzi caccia, e li orecchi ritira per
la testa come face le corna la lumaccia;
e la lingua, ch'avea unita e presta prima a parlar, si fende, e
la forcuta ne l'altro si richiude; e 'l fummo resta.
L'anima ch'era fiera divenuta, suffolando si fugge per la valle,
e l'altro dietro a lui parlando sputa.
Poscia li volse le novelle spalle, e disse a l'altro: "I' vo' che
Buoso corra, com' ho fatt' io, carpon per questo calle".
Così vid' io la settima zavorra mutare e trasmutare; e qui mi
scusi la novità se fior la penna abborra.
E avvegna che li occhi miei confusi fossero alquanto e l'animo
smagato, non poter quei fuggirsi tanto chiusi,
ch'i' non scorgessi ben Puccio Sciancato; ed era quel che sol, di
tre compagni che venner prima, non era mutato;
l'altr' era quel che tu, Gaville, piagni.
Inferno • Canto XXVI
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