Buch · La Divina Commedia
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Autor: Dante Alighieri
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gridò: "Fa, fa che le ginocchia cali. Ecco l'angel di Dio: piega
le mani; omai vedrai di sì fatti officiali.
Vedi che sdegna li argomenti umani, sì che remo non vuol, ne
altro velo che l'ali sue, tra liti sì lontani.
Vedi come l'ha dritte verso 'l cielo, trattando l'aere con
l'etterne penne, che non si mutan come mortal pelo".
Poi, come più e più verso noi venne l'uccel divino, più chiaro
appariva: per che l'occhio da presso nol sostenne,
ma chinail giuso; e quei sen venne a riva con un vasello
snelletto e leggero, tanto che l'acqua nulla ne 'nghiottiva.
Da poppa stava il celestial nocchiero, tal che faria beato pur
descripto; e più di cento spirti entro sediero.
'In exitu Isräel de Aegypto' cantavan tutti insieme ad una voce
con quanto di quel salmo è poscia scripto.
Poi fece il segno lor di santa croce; ond' ei si gittar tutti in
su la piaggia: ed el sen gì, come venne, veloce.
La turba che rimase lì, selvaggia parea del loco, rimirando
intorno come colui che nove cose assaggia.
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