Buch · La Divina Commedia
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Autor: Dante Alighieri
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prendendo l'un ch'avea nome Learco, e rotollo e percosselo ad un
sasso; e quella s'annegò con l'altro carco.
E quando la fortuna volse in basso l'altezza de' Troian che tutto
ardiva, sì che 'nsieme col regno il re fu casso,
Ecuba trista, misera e cattiva, poscia che vide Polissena morta,
e del suo Polidoro in su la riva
del mar si fu la dolorosa accorta, forsennata latrò sì come cane;
tanto il dolor le fe la mente torta.
Ma ne di Tebe furie ne troiane si vider mäi in alcun tanto crude,
non punger bestie, nonche membra umane,
quant' io vidi in due ombre smorte e nude, che mordendo correvan
di quel modo che 'l porco quando del porcil si schiude.
L'una giunse a Capocchio, e in sul nodo del collo l'assannò, sì
che, tirando, grattar li fece il ventre al fondo sodo.
E l'Aretin che rimase, tremando mi disse: "Quel folletto è Gianni
Schicchi, e va rabbioso altrui così conciando".
"Oh", diss' io lui, "se l'altro non ti ficchi li denti a dosso,
non ti sia fatica a dir chi è, pria che di qui si spicchi".
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